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17 settembre 2026

Al Museo diocesano di Jesi dal 17 settembre

“FUORI DALL’ORO: DALL’ICONA ALL’UOMO”

San Francesco e il nuovo volto umano del Cristo morente.
Al Museo Diocesano di Jesi, dal 17 settembre al 10 gennaio 2027,
una mostra del patrimonio d’arte e di fede delle diocesi marchigiane.

Dal 17 settembre al 10 gennaio 2027, il Museo Diocesano di Jesi, in piazza Federico II 7, presenta la mostra “Fuori dall’oro: dall’icona all’uomo”. San Francesco e il nuovo volto umano del Cristo morente.

L’esposizione propone una riflessione attorno a un sostanziale mutamento iconografico avvenuto in seguito alla diffusione del francescanesimo, che ha comportato una trasformazione decisiva dell’immaginario cristiano medievale: il passaggio dall’immagine del Cristo trionfante e distante (Christus triumphans) al Christus patiens, un Cristo pienamente umano, segnato dal dolore e vicino all’esperienza dei fedeli.

Nel francescanesimo delle origini, la croce e il crocifisso non sono soltanto oggetti di devozione, ma immagini vive dell’umanità di Cristo. Francesco d’Assisi invita a seguire il Salvatore nella vita terrena e nella passione, proponendo una spiritualità fondata sulla partecipazione concreta al mistero della croce. Come ricorda san Bonaventura, «Francesco cominciò dalla croce, con essa progredì e nella croce trovò compimento».

Da questa esperienza nasce una sensibilità destinata a incidere profondamente sulla spiritualità basso-medievale, maschile e femminile, orientandola verso l’amore per Cristo sofferente. Proveniente dalla tradizione bizantina e favorita dai contatti con la Terra Santa, l’immagine del Christus patiens rende visibile questa nuova prossimità fra il divino e l’umano.

Il percorso espositivo racconta questo mutamento attraverso una selezione di opere della Diocesi.

Il Cristo deposto, realizzato da uno scultore umbro nel secondo quarto del XIII secolo e proveniente dal monastero delle Clarisse di Jesi, conserva la solennità dell’icona ma si apre già alla verità del corpo sofferente e a una devozione più umanizzata.

La croce astile di Cupramontana, del primo quarto del XIV secolo, presenta sul recto Cristo crocifisso, Maria addolorata, san Giovanni evangelista e san Francesco nell’atto di mostrare la piaga del costato. Sul verso compaiono san Leonardo e i simboli dei quattro evangelisti. L’opera, concessa in prestito dalla Parrocchia di San Leonardo, rende presente e viva la passione di Gesù nella devozione trecentesca.

Il Cristo morto, della prima metà del XVIII secolo e proveniente dalla chiesa dell’Adorazione di Jesi, testimonia la lunga durata di questo linguaggio spirituale e figurativo. La tipologia del crocifisso a braccia mobili, il sangue delle ferite e il livore della carne percossa restituiscono la centralità assunta dall’immagine del dolore di Cristo nelle rappresentazioni processionali.

L’itinerario espositivo si completa lungo il percorso di visita con la segnalazione di tutte le opere nelle quali è rappresentato san Francesco, offrendo al pubblico una lettura trasversale delle collezioni del Museo.

L’inaugurazione della mostra si terrà giovedì 17 settembre, alle 18.30, presso il Salone Valeri del Museo Diocesano, alla presenza e con la partecipazione del vescovo di Jesi mons. Paolo Ricciardi.

Si ringrazia la parrocchia di San Leonardo di Cupramontana per il prestito dell’opera in mostra.

Orari: dal lunedì al venerdì, 9.30–13.30;
domenica, 16–19.

 

Contatti e informazioni

Museo Diocesano di Jesi

E-mail: museodiocesanojesi@gmail.com
Tel.: 0731 226749
Sito: museodiocesanojesi.wordpress.com
Social: Facebook, Instagram e YouTube.

Intervento finanziato con risorse dell’Accordo per la Coesione della Regione Marche 2021-2027 (Delibera Cipess n. 24/2024) – Fondo di Rotazione.