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19 giugno 2026

Diocesi di Jesi: il vescovo Paolo comunica
gli avvicendamenti nelle parrocchie

NUOVE NOMINE IN DIOCESI

Nelle parrocchie della diocesi di Jesi, sia della città che dei paesi, sono previsti alcuni avvicendamenti di parroci.

Il vescovo Paolo ha scritto una lettera alle comunità parrocchiali interessate dal cambiamento in cui condivide alcune impressioni personali e invita a esprimere vicinanza ai sacerdoti. «Immagino in voi sentimenti ed emozioni diversi – scrive il Vescovo - gratitudine, memoria del percorso fatto, sorpresa, sofferenza, smarrimento. È naturale ed è bello che sia così, perché siamo esseri umani, che hanno bisogno di relazioni, di legami, di amore, di amicizia. In una comunità cristiana, il parroco è ancora un punto di riferimento importante e non comprendiamo il motivo per cui, prima o poi, ci dovrà lasciare. Per questo posso capire cosa vi sta passando nel cuore, forse anche i pensieri nei confronti del vescovo. Ci sono passato anch’io più volte, nelle diverse esperienze pastorali in più parrocchie. Vi confesso che ho versato tante lacrime ad ogni spostamento che mi è stato chiesto. Poi però ho sempre sperimentato la Provvidenza che mi riservava sorprese belle, con le persone incontrate, le esperienze vissute e nuove vie non ancora battute».

Gli avvicendamenti riguardando sette comunità parrocchiali.

Don Andrea Coacci
Sarà parroco a Regina della Pace e San Pietro Martire e lascerà l’Unità Parrocchiale Castelrosino, Minonna, Mazzangrugno dove è parroco da novembre 2020.

Don Emanuele Contadini
Sarà nominato parroco di San Giuseppe a Jesi e lascerà la parrocchia Regina della Pace dove è stato vicario parrocchiale dal 2016 ed è parroco da ottobre 2018.

Don Gianfranco Ceci
Sarà parroco delle parrocchie di San Leonardo, San Lorenzo e San Salvatore a Cupramontana e lascerà la parrocchia di Rosora dove è parroco dal 29 settembre 2025 e le parrocchie di Angeli di Rosora e Macine di Castelplanio dove è parroco dal 2015.

Don Giovanni Rossi
Sarà parroco dell’unità parrocchiale Moie, Maiolati Spontini e Scisciano e lascia le parrocchie di Cupramontana dove era arrivato a ottobre 2014.
 

Don Giuliano Fiorentini
Sarà parroco di Sant’Antonio Abate, Santa Maria del Colle, San Lorenzo e Castelrosino e lascerà la parrocchia di San Giuseppe dove è parroco dal 2007.
 

Don Igor Fregonese
Sarà parroco di Montecarotto e lascerà l’unità parrocchiale Moie, Maiolati Spontini e Scisciano dove era arrivato il 7 ottobre 2017.
 

Don Venish Crayssac
Sarà parroco di Rosora, Macine di Castelplanio e Angeli di Rosora e lascerà la parrocchia di Montecarotto che guida da ottobre 2015 come amministratore parrocchiale e dal 31 marzo 2019 come parroco.

Don Giulio Amici
Lascia la comunità di San Giuseppe dove era vicario parrocchiale da settembre 2023 e sarà vicario parrocchiale dell’unità parrocchiale Moie, Maiolati Spontini e Scisciano.

Il vescovo comunica che il diacono Francesco Taccaliti sarà ordinato presbitero il prossimo sabato 17 ottobre 2026, in occasione della 100ma Giornata Missionaria Mondiale.

 

«Perché cambiare i parroci, in particolare quando le comunità sono belle e le cose vanno sostanzialmente bene? – si domanda il vescovo Paolo nella lettera alle comunità parrocchiali coinvolte da questi avvicendamenti. Il primo motivo ce lo suggerisce il Vangelo. Gli apostoli non sono stati chiamati per rimanere sempre nello stesso posto. Essi sono strumenti della presenza di Dio, guida delle comunità per un tempo, chiamati poi ad andare altrove, perché chi è sempre in cammino rinnova le forze, rilancia lo spirito missionario, ravviva l’entusiasmo, ma soprattutto aiuta le comunità ad accrescere il senso di corresponsabilità dei battezzati. Il centro della comunità non è il sacerdote, ma colui che lui e tutti noi indichiamo: GESÙ. Il secondo motivo lo definirei il “respiro diocesano”. Siamo chiamati, oggi più che mai, a pensarci come un’unica comunità che cammina insieme. Pur mantenendo le identità e le storie delle singole parrocchie, abbiamo bisogno, soprattutto per le giovani generazioni, di mostrare il volto di una Chiesa sempre più unita. La mobilità dei parroci favorisce questo sguardo che si allarga, che condivide risorse, che crea comunicazione tra comunità diverse, che ci aiuta a capire che “non ci siamo solo noi”. Progressivamente cercheremo di vivere più collaborazione tra parrocchie vicine, in particolare per le proposte di cammini per i giovani, di catechesi per gli adulti, di percorsi per le giovani famiglie. Infine vi invito a fare vostra una mia preoccupazione. Il numero dei sacerdoti sta diminuendo ovunque e, in seminario, dal prossimo anno, non ci saranno più seminaristi della diocesi di Jesi. Occorre sostenere con affetto e con la preghiera i nostri preti, impegnarci per le vocazioni, aiutando i giovani a vedere il sacerdozio come un servizio splendido al popolo di Dio. Ringrazio di cuore i parroci che, con disponibilità e generosità, hanno servito le comunità e che ora si sono resi pronti per il trasferimento. Sono stato edificato dalla loro volontà di “rimettersi in gioco” con umiltà: alcuni in età “non più giovane” o dopo anni di ministero nella stessa parrocchia; altri più giovani, dopo pochi anni da parroci in una comunità. Hanno capito questo “respiro diocesano”, ma sono umani (e meno male) e meritano tutto il nostro affetto, il nostro grazie, il nostro sostegno. Il prossimo anno toccherà a qualcun altro, nello spirito di servizio che ci deve caratterizzare. Per i parroci nuovi che arriveranno, chiedo la capacità di un cuore grande per accoglierli, voler loro bene, aspettando di conoscerli meglio pian piano. Tutti noi siamo diversi, tutti siamo originali (meno male, non siamo “fotocopie”). Tutti, ciascuno per la sua parte, con il carattere, la personalità, la storia, la spiritualità, l’esperienza (ma anche con i limiti, i difetti, le mancanze), contribuiamo a rendere vera e bella la nostra Chiesa di Jesi».