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4 giugno 2026

SETTIMO INCONTRO DELLA
SCUOLA DELLA PAROLA

Ascolta il podcast dell’incontro

Il settimo incontro della Scuola della Parola, tenuto dal vescovo Paolo nella Cattedrale di Jesi la sera del 15 maggio 2026, si è aperto con l’ascolto dell’invito del profeta Isaia a camminare insieme incontro al Padre.

«Iniziamo il nostro incontro con la gratitudine di ritrovarci insieme nella nostra cattedrale – ha detto il Vescovo. Abbiamo fatto un cammino da novembre fino ad oggi e il Signore ci ha preso per mano. Sicuramente abbiamo delle preoccupazioni, dei pesi nel cuore, delle attese, delle speranze e così come siamo, anche con la nostra fatica, Dio ci viene incontro».

Dopo l’ascolto del miracolo della moltiplicazione dei pani, uno dei miracoli più famosi narrati dai Vangeli e l’unico segno che Gesù compie davanti a tantissima gente, il Vescovo ha offerto alcune riflessioni.

«Proviamo a pensare che stasera siamo noi questa folla – ha detto il Vescovo -, abbiamo raggiunto a piedi l’altra riva del lago e vogliamo essere guardati da Gesù. Lui è l’unico che sa quello che stai passando nella tua vita e ha compassione per te. Ti ama in modo viscerale, dà la vita per te e questo ci fa sentire amati.

Gesù, senza difficoltà aveva ordinato alla folla di sedersi sull’erba mentre i discepoli lì dividono in gruppi e da questo si intuisce che c’è un’organizzazione. Ecco che il pensiero va alla nostra Chiesa, la Chiesa in generale, dove non c’è bisogno di suddividersi ma c’è solo bisogno di un’organizzazione affinché ci sia una relazione.

Gesù prese cinque pani e due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli e i discepoli alla folla. Forse è anche questo un segno che l’evangelista vuole dare alla sua comunità, perché questi gesti di Gesù, che ritroviamo poi anche nell’ultima cena, richiamano al senso del banchetto, della benedizione del pane, dell’unità, della condivisione. A volte le nostre comunità tendono a dividersi e a non ritrovare l’unità. Gesù invece invita sempre alla comunione con questo gesto dello spezzare il pane, un gesto che non finisce quasi mai. Proviamo a interiorizzare questo brano, immaginiamoci questa scena, proviamo a stare lì, in mezzo a quella folla e a gustare anche noi questi pani e questi pesci che arrivano per sfamarci».

I presenti hanno poi ascoltato il secondo brano della moltiplicazione dei pani dove cambiano i numeri e il luogo.

«L’ascolto di questi brani del Vangelo dovrebbe insegnarci maggiormente il miracolo della condivisione, a partire dalle cose semplici come il pane» ha detto infine il vescovo Paolo rivolgendo un pensiero a tutti i bambini e le bambine che in queste domeniche riceveranno la prima comunione ed ha condiviso un suo ricordo personale, l’anniversario della sua prima comunione, il 15 maggio del ’77, 49 anni fa.